Aumento delle tariffe idriche a due cifre

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Un documento dell’ANEA (Associazione Nazionale degli Enti di Ambito) che raccoglie informazioni circa quanto comunicato dalle Autorità relativamente all’applicazione del nuovo metodo definito dall’Autorità, evidenzia diverse criticità. Si contesta innanzitutto la procedura di validazione, che è stata complicata dalla scarsa chiarezza delle istruzioni di compilazione dell’AEEG, nonché dalla pubblicazione, ancora in corso di svolgimento, di importanti attività di errata corrige e da modifiche sostanziali al provvedimento tariffario. Viene contestata inoltre la differente modalità di calcolo degli ammortamenti sugli investimenti (vita utile tecnica più lunga rispetto al criterio finanziario), che configurerebbe flussi di cassa non coerenti con i piani economico-finanziari attualmente in vigore aumentando in modo significativo il valore di riscatto finale al termine dell’affidamento. L’introduzione inoltre del “costo del finanziamento anticipato dei nuovi investimenti” non compenserebbe il mancato riconoscimento degli ammortamenti e, poiché è una componente tariffaria tassata, comporta una riduzione del cash flow aziendale. Insomma le tariffe idriche saranno destinate a crescere sensibilmente, a una media del 13-14%, con tale metodo tariffario transitorio elaborato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas che dovrebbe valere retroattivamente per il biennio 2012-2013. L’ANEA propone di superare le attuali criticità con il varo, previsto prima della fine dell’anno, del metodo tariffario definitivo. Gli enti di ambito chiedono, inoltre, più dialogo all’Autorità, permettendo all’assetto regolatorio multilivello (che si basa sull’equilibrio tra le funzioni dell’Autorità e quelle degli enti di ambito): a livello centralizzato devono essere definiti indirizzi e criteri generali, mentre a livello locale occorre declinare sul territorio quanto previsto dagli indirizzi generali. Da un rapporto di Federutility che analizza le 34 principali aziende del settore, dei 5,6 miliardi di investimenti richiesti, solo 1 ha una copertura finanziaria, mentre gli altri richiederanno aumenti tariffari, resi possibili dal metodo previsto dall’Autorità, per cui Federconsumatori e Codacons hanno presentato ricorso al TAR. Per quanto riguarda il meccanismo di efficientamento, per il quale un operatore con costi inferiori rispetto al benchmark vedrà riconoscersi costi superiori rispetto a quelli effettivamente sostenuti lungo tutto l’arco del periodo di applicazione del metodo (otto anni), l’approccio di AEEG, volto a premiare i gestori efficienti è coerente ma non sembra essere applicato in ottica prospettica (il regolatore premia l’impresa che ottenga livelli di efficenza nei costi durante il periodo regolatorio ex post maggiori delle assunzioni regolatorie ex ante, permettendo all’impresa di beneficiare degli extra profitti) e quindi non sarebbe confacente ad incentivare le imprese a migliorare la propria performance riducendo i costi al di sotto delle assunzioni del regolatore. Invece emerge che i regolatori internazionali adottino egualmente meccanismi al fine di mantenere forti incentivi alla riduzione dei costi anche per le imprese considerate relativamente efficienti. Ciò per massimizzare il potenziale miglioramento della best practice nell’industria con un effetto di riduzione dei costi nel tempo “strutturale”.

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