Risultati e performance del riciclo degli oli usati

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Il Rapporto di Sostenibilità 2010 del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU) è stato presentato a Roma lo scorso 29 settembre per dare conto dei risultati ottenuti soprattutto in termini di performance ambientale. Nonostante la crisi economica, le attività del Consorzio hanno continuato a crescere e hanno prodotto risultati soddisfacenti, secondo le parole del Presidente Paolo Tomasi, attestando un quantitativo del materiale recuperato del 44% del totale immesso sul mercato. Nonostante una lieve riduzione del quantitativo raccolto (pari all’1% in meno rispetto al 2009) il costante miglioramento della qualità del lavoro svolto si evince dal fatto che l’olio lubrificante usato destinato alla rigenerazione, grazie ad oltre 7000 analisi di laboratorio, è stato pari a oltre l’88% del totale raccolto, con un meno 3% destinato alla combustione. La percentuale degli oli rigenerati nel 2000 era pari al 68%. L’andamento del totale degli oli usati raccolti negli ultimi dieci anni e il quantitativo rapportato al totale immesso sul mercato sono riportati in figura 1. Per quanto riguarda invece gli indicatori di prestazione ambientale, questi sono riportati per gli ultimi tre anni per ogni livello su cui si articola il consorzio: raccolta primaria (trasporto ai punti di raccolta), secondaria (dai punti di raccolta ai depositi Consortili) e stoccaggio e rigenerazione. I principali segnali di miglioramento riguardano le emissioni di inquinanti che sono state ridotte tutte da un minimo del 2% a un massimo del 12,8%. C’è stata poi complessivamente una riduzione del 3,9% sul consumo di metano, cui si controbilancia una pari crescita negli assorbimenti di energia elettrica (ovviamente in termini relativi). Delle quasi 170 mila tonnellate di olio raccolto, l’11% è stato destinato alla combustibile, prevalentemente in cementifici e impianti per la produzione di bentonite, dove nel mix dei combustibili impiegati raggiunge anche livelli superiori al 20%, e solo meno dello 0,1% alla termodistruzione. Per quanto riguarda gli aspetti economici, il Consorzio, grazie all’aumento del contributo obbligatorio versato dalle imprese, ora pari a 155€/ton, e all’impennata del prezzo internazionale dei lubrificanti (pari a oltre il 40%, da 554 a 795€/ton) ha registrato per il 2010 ricavi notevolmente superiori rispetto alle previsioni: oltre 77 M€, dichiarando oneri di gestione per meno di 13 M€.

Totale dei quantitativi di oli esausti raccolti dal Consorzio in Italia dal 2000 al 2010.

Rapporto tra i quantitativi di oli raccolti dal Consorzio e quelli immessi nel mercato in Italia dal 2000 al 2010.

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