La crisi del mercato dell’auto pregiudica il sogno della mobilità elettrica?

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Mentre l’industria automobilistica globale rimane nel complesso un settore in crescita, l’industria occidentale è oggi di fronte alla prospettiva di una crisi di proporzioni eclatanti, che avrebbe un ulteriore impatto drammatico sulle sfide che si agginge ad affrontare, tra le quali l’incentivazione della mobilità elettrica. Secondo uno studio di AlixPartners, la società di consulenza di business globale, quest’anno il mercato automobilistico europeo occidentale subirà un calo della domanda di circa un milione di unità, per circa 13,5 milioni di veicoli nuovi. Questo dato è in calo di ben 3,3 milioni di unità rispetto alla situazione pre-crisi finanziaria del 2007 e la ripresa si prospetta difficile e di lungo corso. L’incertezza dei consumatori, sia per la crisi dell’euro, sia per la continua crescita del tasso di disoccupazione in tutta Europa, sta ostacolando i consumi privati, anche se il declino del mercato non è distribuito uniformemente. Belgio, Italia e Francia hanno esperienza ormai di cali a due cifre delle vendite e ad avere una visione costantemente negativa, mentre il calo nel Regno Unito, Germania e Spagna è stato relativamente moderato, oscillante tra lo 0,8 e il 2,4 per cento. Nel frattempo, i mercati in Russia e Polonia sono in crescita, almeno per ora. Tutto ciò a generato un eccesso di capacità produttiva che, portando molti stabilimenti al di sotto del break even point, minaccia di arrestare gli sforzi industriali finora intrapresi su diversi fronti, tra cui quello della mobilità elettrica, che richiede sforzi sia da parte delle case produttrici che dai gestori delle infrastrutture, con la garanzia di un ritorno sugli investimenti che diventa più difficile assicurare. Infatti, ancora secondo AlixPartners, anche se la Ue imponendo per il 2020 di scendere al di sotto dei 95 g/km di emissione di anidride carbonica (pari a 3,6 litri di combustibile per 100 km per un ciclo Otto e 4,2 litri per 100 km per un Diesel) vorrebbe optare speditamente per l’opzione della propulsione puramente elettrica, questa difficilmente supererà una quota del 4% per il 2020, e le vendite si sono ridotte tanto in Europa quanto negli Stati Uniti. Altre strategie potrebbero essere messe in atto con maggiore efficacia, meno costose e quindi meno incisive in termini di costo sugli acquirenti di autoveicoli, tra cui il miglioramento dei sistemi ibridi, la riduzione del peso e delle dimensioni, la penalizzazione in termini di prestazioni a vantaggio di rendimenti e minori emissioni. Il riassetto del mercato dell’auto, nonchè delle piattaforme produttive, sempre più sinergiche e ottimizzate passerà anche attraverso il ripensamento delle strategie messe in essere a livello globale (per esempio il governo cinese sta attuando un piano per portare il numero di veicoli totalmente elettrici immatricolati a 500 mila nel 2015 e a 5 milioni nel 2020, e questo potrebbe significativamente alterare nuovamente gli equilibri).

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