Il mix energetico italiano dal 2010 al 2011

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La composizione del mix energetico delle fonti di energia in Italia utilizzato per l’erogazione di energia elettrica immessa nel sistema nel 2011, fanno registrare una contrazione il gas naturale che passa dal 42,4% al 40% e il carbone, dal 16,7% al 16,1%;mentre crescono le fonti rinnovabili dal 27,4% al 30,3%; in calo anche i prodotti petroli, dal 2,1% al 1,4%, mentre è stabile il nucleare di importazione. Tali dati risultano da un recente rapporto elaborato dal GSE (“fuel mix disclosure”) come consuntivo sul 2010 e preconsuntivo del 2011, come previsto dal DM del 31 luglio 2009 sugli obblighi di trasparenza verso i consumatori. Tali dati sono ricavati considerando l’energia elettrica importata, attribuita alle diverse fonti primarie, dedotte le Certificazioni di Origine per impianti alimentati da Fonti Rinnovabili (CO-FER) cedute dai produttori ai venditori e di Garanzie di Origine estere, rilasciate in Paesi esteri, e riconosciute dal GSE come corrispondenti all’energia elettrica da fonti rinnovabili effettivamente importata in Italia. Un dato, questo, che generalmente si ritiene molto sopravvalutato per la quota delle rinnovabili e sottovalutato per quella da nucleare. Infatti, per quanto riguarda l’import (che consiste in un totale di ben 45 TWh), vengono considerate le cosiddette “garanzie di origine” estere per un totale di circa 35 TWh, mentre la quota restante (quindi di circa 10 TWh) viene attribuita alle diverse fonti rinnovabili secondo il mix energetico dell’EU15 disponibile per l’anno 2010 (secondo i dati forniti da Eurostat). Ad ogni modo, considerando la sola produzione nostrana, la generazione di gas naturale scende dal 42,4% al 40%; crescono le fonti rinnovabili dal 35,6% al 36,7%, così come il carbone dall’12,8% al 14,6% (soprattutto per l’avviamento della centrale Torre del Nord di Enel); sono in calo invece prodotti petroliferi dal 1,6% al 1,2%. Queste quote relative alla stima del mix energetico sono calcolate in maniera nettamente diversa da quelle stimate ai fini della verifica del raggiungimento degli obiettivi nazionali al 2020, per le quali innanzitutto si fa riferimento al consumo interno lordo nazionale e non all’energia elettrica immessa nel sistema elettrico. Dato interessante quello relativo ad Enel Produzione, che vede crescere rispetto al 2010 la sua quota di carbone (che arriva al 70%) mentre diminuisce considerevolmente quella di rinnovabili e di gas.

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