I numeri dello smaltimento e delle bonifiche dei siti nucleari

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Oggi nel mondo sono stati fermati ben 140 reattori nucleari e, secondo le stime, nei prossimi 40 anni entreranno in decommissioning altri 400 impianti, con investimenti per il loro smantellamento che ammonterebbero a 165 miliardi di euro per un valore complessivo per la bonifica di 606 miliardi. Questo è quanto emerge da un rapporto di Nomisma Energia presentato da Davide Tabarelli, Presidente e da Giuseppe Nucci, amministratore delegato di Sogin, la societa’ di Stato responsabile della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani. Per quanto riguarda l’Italia, Sogin stima risorse complessive per 6,5 miliardi di euro per completare la bonifica ambientale delle 4 centrali nucleari italiane, dei 4 impianti del ciclo del combustibile e per realizzare il Parco Tecnologico, comprensivo del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. Di questi, 1,7 miliardi di euro per le sole attivita’ di smantellamento, che sempre secondo lo studio Nomisma Energia prevede che le attivita’ di smantellamento di Sogin produrranno complessivamente 12.000 nuovi occupati nell’indotto diretto, 7 nuovi posti di lavoro dell’indotto per ogni milione investito, con un picco nel 2016 e nel 2017. Il presidente di Nomisma Energia, Tabarelli, ha evidenziato che la copertura dei costi per la bonifica dei siti nucleari avviene attraverso la componente A2 della tariffa elettrica, oggi pari a 0,1 euro cent/kWh, su un costo medio di 18,9 euro cent/kWh (0,5% del totale). Per questa componente, la spesa media annua di una famiglia tipo e’ di circa 2 euro, un valore quasi 4 volte inferiore rispetto a 8 anni fa. Lo studio riconosce nel decommissioning una risorsa per lo sviluppo industriale Italiano, che nel settore detiene un vantaggio competitivo, essendo stata uno dei primi Paesi ad avviare lo smantellamento delle centrali nucleari costruite con le tre tipologie principali di reattori esistenti. Nel biennio 2011-2012 Sogin infatti ha visto crescere il volume delle attivita’ relative al solo smantellamento del 23%. In questi due anni si sono ottenuti 70 milioni di euro di risparmi a parita’ di perimetro, grazie all’efficientamento dei processi e alla nuova policy di committenza, mantenendosi ai massimi livelli di sicurezza e di compatibilita’ ambientale. Si e’ passati dal 34% di gare pubbliche svolte nel 2010 all’85% nel 2012 e sono state qualificate 350 imprese italiane. Nei prossimi 12 anni, con l’avvio della costruzione del Parco Tecnologico e Deposito Nazionale, gli investimenti medi annui saranno pari a 250 milioni di euro.

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