Crescita della domanda di bitume

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Il 18 Febbraio 2010 si è tenuto a Roma il simposio SITEB (Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade) in collaborazione con l’Unione Petrolifera dal titolo “Quale futuro per il bitume?”, nel corso del quale si sono affrontate diverse tematiche relative al mondo dei bitumi, con particolare riguardo al mercato, che vedrà un prossimo ridimensionamento delle raffinerie Europee a causa della competizione con il mercato asiatico e del calo dei consumi (per maggiori informazioni gli atti possono essere scaricati dai siti www.siteb.it e www.unionepetrolifera.it). L’evento ha visto la partecipazione di: Pietro Ciucci, Presidente dell’Anas; Pasquale de Vita, Presidente Unione Petrolifera; Carlo Giavarini, Presidente SITEB; Franco Del Manso, Unione Petrolifera; Carlo Giavarini, Università “La Sapienza” di  Roma; Jerome Dussere, Colas;  Stefano Ravaioli, SITEB; Philippe Dewez, Eurobitume;  Antonio Montepara, Università di Parma.
In particolare l’intervento per presidente di SITEB Carlo Giavarini si è focalizzata sulle questioni legate al mercato, e alle riserve accertate. In particolare essendo il bitume un prodotto di raffineria ottenibile solo da alcuni petroli, si sevidenzia come le riserve di greggio utilizzabili allo scopo sono la maggior parte di quelle disponibili e attualmente solo il 2% è impiegato per i bitumi, garantendo riserve stimate (considerando la domanda corrente costante) per almeno 100 anni. E’ vero anche pero’ che la maggior parte del petrolio spendibile per la loro produzione è concentrato in aree molto critiche (Medio Oriente e Venezuela).
In figura 1 è mostrata la ripartizione mondiale di consumo totale di prodotti bituminosi, essenzialmente impiegati per pavimentazioni stradali (80%) e impermeabilizzazioni (15%). Ci si aspetta una crescita intorno al 2,6% all’anno, che dovrebbe portare a un totale di 123 Mton all’anno nel 2011, dovuta essenzialmente alla domanda crescente dei paesi in via di sviluppo, vista la stagnazione in Europa, Giappone e Stati Uniti d’America, dovuta sia alla crisi dei consumi, sia alla crescente quantità di asfalti e butumi riciclati.

Consumo annuale di bitume per l'anno 2006
Fig. 1: Consumo annuale di bitume per l’anno 2006

Ovviamente domanda, disponibilità e prezzo risentono fortemente dell’area geografica di riferimento, comportando significative variazioni da paese a paese, elemento che sta modificando anche l’assetto del mercato. In particolare si profila la necessità di coprire maggiori distanze nei trasporti e maggiori capacità di stoccaggio garantendo così una migliore circolazione del prodotto a livello mondiale, anche perché la produzione non è spesso collocata vicino alle aree di maggiore consumo. Nello specifico la situazione Italiana ha visto un decremento di produzione di oltre 30 Mton all’anno, che ha portato il Paese da secondo a quarto produttore Europeo, soprattutto per la riduzione drastica delle manutenzioni stradali, questo ha innalzato l’interesse per le esportazioni, nonostante sia inevitabile che almeno un paio di raffinerie chiuderanno, riducendo la disponibilità in corrispondenza dei picchi di domanda, con conseguenti innalzamenti dei prezzi per le compagnie che gestiscono i lavori stradali.

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