Illuminazione: non più un fattore passivo

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E’ un settore che ha dovuto attendere molto (che sembrava fermo all’utilizzo del filamento di tungsteno dalla fine dell’ottocento fino a poco tempo fa) per vedere grossi sviluppi, ma che ora ha raggiunto potenziali sorprendenti, sopratutto grazie alla rivoluzione del LED. Ebbene si, quest’ultimo, in quanto sostituto delle più comuni lampadine, non solo ha stravolto i costi ed i consumi (oggi l’illuminazione pesa per il 20% sui consumi mondiali ed il 75% dei sistemi è ancora inefficiente, che se modernizzati consumerebbero circa l’80% in meno) ma ha anche creato nuove prospettive d’impiego in svariati campi. Stiamo passando dall’illuminazione come fatto passivo, ad una sua continua interazione con l’ambiente, le condizioni che lo caratterizzano e chi ne occupa gli spazi. Si parla di lampade che si accendono e spengono a seconda di attività o inattività nella stanza, che rilevano il numero di persone, che si regolano col tempo all’esterno, che aiutano nell’adattarsi a seconda dell’umore, sistemi di illuminazione che ci permettono di ricreare situazioni e rivivere con storicità siti archeologici o leggere adeguatamente opere d’arte, sistemi che garantiscono maggior sicurezza per le strade o che si modificano con un semplice tocco sul nostro smartphone. Questi campi inoltre, mai come ora, sono ulteriormente potenziati da internet e dai moderni supporti informatici mobili. Insomma, risparmi su tutti i fronti (spesa iniziale e manutenzione) e potenzialità d’applicazione pressoché illimitate: ecco come sta cambiando il modo di concepire la luce e gli impianti d’illuminazione, che da anonime e passive lampadine, stanno diventando sistemi intelligenti d’interazione col mondo esterno in grado di soddisfare molteplici esigenze.

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